Una delle cose che trovo più insopportabili – oltre ai maniaci convinti che i vaccini causino persino le doppie punte – sono quelli che non si rassegnano al lockdown del 2020-2021.

Poco fa, parlando della ripresa dei contagi da HIV, ho riesumato un grafico che mi piace molto: quello dei nuovi casi anno per anno.

contagi da HIV e lockdown
contagi da HIV e lockdown
Guardandolo, si nota che dal 2017 parte un trend di riduzione dei nuovi contagi. In Italia è meno marcato rispetto ad altri Paesi (dove si fanno più campagne di prevenzione), ma c’è.
E no, non è perché la gente ha smesso di fare sesso non protetto: i comportamenti non sono cambiati, i produttori di profilattici non hanno fatto affari d’oro, anzi si sono concentrati in pochi poli produttivi.
Il vero motivo?
I farmaci.
Oggi sono così efficaci e tollerabili che chi li assume raggiunge una carica virale non rilevabile, e quindi non trasmette l’infezione. Questo concetto si riassume in “U=U” (Undetectable = Untransmittable).
A questo si aggiunge la PrEP, la profilassi pre-esposizione: un farmaco che si prende prima di fare sesso non protetto, per evitare il contagio.
Poi arriva il 2020: i contagi precipitano.
Perché?
Perché eravamo chiusi in casa.
Niente aperitivi, niente viaggi, niente occasioni per “fare i maiali”.
Appena le restrizioni sono cadute, le vecchie abitudini sono tornate… e con loro le infezioni.

Morale: i lockdown funzionano, interrompono la trasmissione e fanno crollare i contagi: statistiche che nulla c’entrano con il COVID lo dimostrano ampiamente in Italia e in tutto il mondo.

il  grafico è modificato (cerchietto aggiunto) da: www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2025-11/COA%202025%20corretto%2012-11%20ultima%20versione.pdf