Dunque, mi pare che sia opportuna un po’ di onestà intellettuale.
Quando la signorina Nicole Minetti (adesso credo sia signora, ma ai tempi era signorina) venne candidata nel listino bloccato della Regione Lombardia e si ritrovò destinata a fare la consigliera regionale, chi aveva votato per i partiti del centrodestra un po’ di imbarazzo lo provò: la signorina non aveva alcuna esperienza politica, non si conoscevano di lei eventuali impegni sociali o civici precedenti, eppure si trovava per grazia ricevuta nell’emiciclo della regione più importante d’Italia. Personalmente, poi, trovavo il mio imbarazzo anche maggiore, perché conoscevo la difficoltà a ottenere ruoli significativi in politica per un giovane, anche quando preparato e capace.
Ora, abbiamo una signorina che è passata dall’essere una oscura militante del Partito Democratico alla poltrona di vicepresidente della Regione Toscana, che non sarà una regione importante come la Lombardia, ma dal punto di vista formale la carica di vicepresidente della regione è la stessa in Lombardia come in Molise (la regione che notoriamente non esiste).
Ai tempi della signorina Minetti i maligni ipotizzavano che questa sua veloce carriera politica fosse legata a competenze extracurriculari non dichiarate ma ben apprezzate dal presidente di Forza Italia. Io non l’ho mai creduto, ma in tanti hanno abbozzato.
Adesso che ci troviamo con una signorina il cui curriculum è addirittura più povero di quello dell’ex igienista dentale, cosa dovrei pensare? Che il fantasma del sindaco La Pira è apparso in sogno al presidente Giani per rivelargli che la signorina era in realtà un’unta del Signore e che quindi tanto aveva da dare alla Toscana oggi e al mondo domani, oppure che la signorina è stata candidata per delle non note e non esplicitabili competenze extracurriculari?
Poiché non credo nei fantasmi e le virtù curriculari della signorina sono così povere da far dubitare persino che abbia virtù extracurriculari, non so come risolvere questo dilemma…


