Il Sole24Ore scrive che, tra le infezioni a trasmissione sessuale, solo HIV “batte la fiacca”.

Come vi ricordo sempre, a combattere contro l’HIV ormai sono rimaste quasi solo le terapie antiretrovirali.
E, per fortuna, bastano e avanzano: c’è chi le assume come profilassi pre-esposizione (PrEP), chi le prende dopo aver fatto qualche stupidaggine che sarebbe stato meglio evitare (PEP) e chi le assume perché ha contratto il virus. In quest’ultimo caso si parla di trattamento come prevenzione (TasP): in pratica, il virus viene tenuto così sotto controllo (undetectable) da non riuscire a fare danni, né nel corpo della persona che segue la terapia né in quello di chiunque altro (untransmittable). È il paradigma di “irrilevabile uguale intrasmissibile” (U=U), che ci ha regalato tanti bei bimbi nati senza HIV.

Purtroppo, solo per l’HIV è stata trovata una soluzione tanto elegante quanto efficace, capace di ridurre anno dopo anno il numero dei nuovi contagi. Per tutto il resto, o ci si vaccina oppure, quando un vaccino non esiste, bisogna affidarsi a quel simpatico amico di gomma sintetica che si trova in farmacia e nei supermercati, alle casse o nel reparto dedicato all’igiene personale, vicino agli spazzolini…
Quanto a questo nobile, umile e bistrattato amico di gomma sintetica, sappiamo perfettamente che non è un amico intimo quanto dovrebbe esserlo per tutti noi. Ho il sospetto che vada così in tutto il mondo perché, diversamente, in questi decenni i fabbricanti di profilattici sarebbero diventati ricchissimi. Invece non è andata così.
Lo sappiamo: la sola cosa che resta da fare è cercare di fare un po’ di campagna per il buon senso. Ma, di solito, quando il sangue si sposta dal cervello alle parti basse, il buon senso sparisce molto in fretta.

Per questo dobbiamo proporre e sostenere tutte le vaccinazioni possibili. È il minimo che possiamo fare.