Dopo che il generale più improbabile della storia delle Forze Armate si è messo in politica e ha scelto un altro generale come candidato alla guida della città di Milano, a destra si è sparso il panico.
Perché?
Un nuovo partito, “Forza Caudillo”, ha conquistato in brevissimo tempo i riflettori, puntando tutto sulla sicurezza come “unique selling proposition”: un tema unico destinato a diventare l’identità del prodotto e a fare in modo che gli altri non possano avvicinarsi senza essere scambiati per delle sottomarche.
Che fine triste: passi degli anni a giocare ai soldatini, tra vigili urbani, poliziotti e operazioni Strade Sicure, e poi ti fregano il giocattolo.
In questa storia ci sono due terribili lezioni.
La prima è che la destra sta venendo ripagata con la sua stessa moneta: dopo aver disegnato per anni Milano come Gotham City, ecco che qualcuno arriva e propone Batman, e a questo punto ogni altra opzione diventa Topolino.
La seconda terribile lezione è legata alla prima: quando la politica diventa un “contenuto” creato per i media, i media diventano i king maker e, in un attimo, creano nuovi soggetti ai quali danno legittimità e spessore anche quando dietro non c’è niente. È già successo con i Cinque Stelle e ora succede con i candidati con le stellette, con personaggi a volte individualmente decenti ma politicamente improbabili, che diventano interlocutori di chi, teoricamente, avrebbe una lunga esperienza delle cose di cui parla.
La sicurezza è uno dei problemi di Milano, come di tutte le grandi città dell’Occidente, ma viene usata allo stesso tempo come cortina fumogena per non parlare di tutto il resto: dei problemi per i quali non puoi rispondere proponendo rastrellamenti e robe del genere.
Mentre in qualche parte di Milano esiste una diffusa e abbastanza fondata percezione di insicurezza, in tutta Milano esiste una pessima qualità della vita legata ai problemi del traffico, alla qualità dei servizi pubblici e, da due mesi a questa parte, anche alla scoperta che la nostra sinistra ecologista ha pensato bene di rinunciare agli alberi per non avere il problema della loro manutenzione.
Se ci facciamo guidare da chi confonde politica e polizia, siamo già sconfitti.
E non sto parlando di una sconfitta elettorale. Sto parlando della sconfitta delle ragioni dell’area liberale e moderata, cosa diversa dalla “destra” da bar sport, della rinuncia al progetto di costruire una politica per le persone, capace di andare oltre la lunga stagione del populismo e di tornare a occuparsi della qualità della vita, delle opportunità e del futuro delle nostre comunità.


