Un caro amico questa mattina mi ha invitato a leggere l’ultimo discorso di Benjamin Netanyahu dopo il terribile duplice assassinio di due giovani ragazzi a Washington.
Devo dire che leggere Netanyahu per me è un po’ difficile perché non riesco a separare ciò che leggo dall’istintiva disistima che provo verso un figuro che dal mio punto di vista sta approfittando dello stato di eccezione in cui si trova il suo sfortunato Paese per corrompere la grande democrazia di Israele.
Detto questo, con tutta la disistima che posso provare, resta il fatto che non una delle parole di Netanyahu mi è apparsa meno che oggettiva, e vi invito quindi a leggere il suo intervento.
C’è qualcosa di più, però.
Quei due poveri ragazzi uccisi a Washington non sono soltanto le vittime di un esagitato nazista, sono vittime della nostra completa assenza di decenza civile e politica.
Credo che i primi responsabili della morte di questi due giovani siamo noi, in particolare noi europei, che da oltre cinquant’anni accettiamo che le nostre città siano il luogo della caccia all’ebreo, e che da oltre cinquant’anni reagiamo sistematicamente con degli sdegnosi “vergogna!… ma…”.
Facciamo pagare ai nostri concittadini di religione ebraica e agli ebrei che hanno la sfortuna di passare sui nostri territori una presunta colpa che non abbiamo: quella della nascita di Israele.
Siamo così idioti, così ubriacati dalla propaganda antioccidentale da vergognarci di uno dei pochi momenti alti della politica estera occidentale: avere liberato la terra di Israele dal colonialismo britannico e da quello islamico.
La nascita di Israele è stato il momento più alto della decolonizzazione: dopo due millenni abbiamo restituito la sovranità su quelle terre al popolo di Israele e abbiamo fermato il colonialismo genocida islamico.
Solo la nostra vigliaccheria, la corruzione di molti europei, in particolare italiani, al soldo dell’unione sovietica hanno potuto creare il mito di una Palestina mai esistita e legittimare l’esportazione delle mire genocidarie islamiche nelle nostre città.
I nostri concittadini di fede ebraica sono i soli italiani costretti ad andare a messa con la scorta delle forze armate.
I nostri concittadini di fede ebraica sono i soli italiani a essere responsabili per quello che succede a quattro ore di aeroplano da casa loro, in un luogo che alcuni non hanno mai neppure visitato.
I nostri concittadini di fede ebraica sono gli unici a cui è chiesto di nascondere la propria appartenenza, di accettare ogni insulto, di avvolgere gli striscioni con le proprie convinzioni politiche affinché non diventino vittime di aggressioni e non siano poi accusati di avere provocato queste con la propria sola presenza.
Dovremmo vergognarci come delle carogne per tutto questo.