«Con i se e con i ma la storia non si fa» : questa massima dovrebbe guidare sempre molte analisi, anche le mie. Ma permettetemi un rimpianto: quando si è trattato di gestire la successione a Mattarella, attorno a Mario Draghi non si sono coalizzate le forze liberaldemocratiche per rendere possibile una successione che sarebbe stata veramente prestigiosa.

Questo avrebbe evitato non solo alcune debolezze e qualche scivolone che pure lui ha commesso (del resto, solo Donald e Sigfrido non sbagliano mai…), ma anche l’effetto finale che gli ha precluso il Quirinale. Una presidenza Draghi avrebbe significato una leadership assoluta delle forze liberali in Europa, favorita anche dall’occidentalismo obbligato del governo Meloni, e avrebbe probabilmente fatto andare le cose in modo molto diverso da come sono andate.

La mancanza di sostegno offerto a Mario Draghi dalle forze liberali della politica e dell’opinione pubblica mi ricorda dolorosamente il cinismo di una frase attribuita a Giovanni Agnelli a proposito della discesa in campo di Silvio Berlusconi: «Perché farci coinvolgere? Se vince, vinciamo tutti; se perde, perderà solo lui»; nel 1994 finì con una vittoria di misura, la cui debolezza si rivelò sufficiente a ribaltare il quadro nel giro di pochi mesi. E alla fine, a perdere, siamo stati tutti.

Le lacrime, come si sa, non riscrivono il passato. Ma sul fatto che sia necessario pensare al futuro spero non vi siano dubbi. Mario Draghi è ancora oggi una delle poche ancore di salvezza, non tanto per il nostro Paese, che sembra cercare costantemente di autodistruggersi nonostante tutti gli interventi della misericordia del Cielo in sua difesa, quanto per l’Europa.

Credo che sia nostro dovere, come italiani e come occidentali, cercare di aiutarlo. Per esempio, ispirando chi potrebbe sostenerlo a livello politico e aiutarlo a evitare futuri e inevitabili scivoloni.

Rhine Group: Draghi e Collison uniti per rilanciare l’Europa

Post Scriptum
Prendetela come una battuta, ma sappiate che è una battuta fino a un certo punto: vedrei con un certo favore persino un colpo di Stato europeo organizzato da Draghi! Economia e difesa, ogni giorno.
(Poi ci sarebbero anche i diritti civili, ma ormai ho l’età per essere disilluso e mi accontento di sapere che un banchiere non si sveglia la mattina chiedendosi: «A quale minoranza posso rompere le palle oggi?»)