Sabato pomeriggio ero in piazza San Babila, al gazebo liberaldemocratico, a distribuire i volantini del comitato “Giustizia Sì” per la conferma della modifica costituzionale che introduce la separazione delle carriere in magistratura.
Volantinare è faticoso, non lo nego, però non dico mai di no. Per me il senso più autentico dell’essere cittadino sta proprio qui: condividere la preoccupazione per la cosa pubblica e confrontarsi con gli altri su come si potrebbero far funzionare meglio le cose.
Oggi, a pensarci bene, piazza San Babila forse non è stata la scelta più azzeccata.
Era l’ultimo giorno di Carnevale, quindi c’era un sacco di gente interessata a tutt’altro e una marea di turisti arrivati da ogni angolo del pianeta.
Nonostante questo, abbiamo consegnato parecchi volantini e incontrato diverse persone disponibili a fermarsi e parlare.
Tra questi c’è stato un simpatico ragazzo di origini asiatiche, dispiaciuto di non poter votare perché compirà gli anni dopo il referendum, ma sinceramente incuriosito e attento a quello che gli spiegavo.
Tra questi c’è stato un simpatico ragazzo di origini asiatiche, dispiaciuto di non poter votare perché compirà gli anni dopo il referendum, ma sinceramente incuriosito e attento a quello che gli spiegavo.
Poi ho fermato due ragazze – devo ammettere, soprattutto per curiosità verso i loro costumi carnevaleschi – e mi sono fatto spiegare il “trucco”: niente di misterioso, solo un ventilatore a batterie che tiene il costume gonfio. Da lì è nata una chiacchierata vera: una delle due era molto interessata e mi ha chiesto di spiegarle nel dettaglio la modifica costituzionale, perché era convinta che la riforma avesse un segno completamente diverso. Ho cercato di essere il più oggettivo possibile. Secondo me, tra l’altro, non serve nemmeno fare chissà quale propaganda: basta prendere in mano il testo della riforma, metterlo a confronto con gli articoli attuali della Costituzione e leggere con attenzione.
Non so cosa voteranno queste ragazze, e va benissimo così. Credo però di aver fatto, nel mio piccolo, il mio dovere civico. E questo basta.


