
PARIGI VAL BENE UN VELO! afferma la protagonista, futura premier di un governo nella cui compagine debuttano i partiti musulmani.
Corrado e il sottoscritto si conoscono da oltre quarant’anni. Mentre io sono generalmente sulfureo, lui è apparentemente più tranquillo. Con molta probabilità, a mia differenza, oltre a sapere che il nostro è un Paese intimamente democristiano, ha fatto pace con questa consapevolezza. Ed è proprio questa consapevolezza a ispirare la trama del suo primo romanzo.
L’anno orribile, nella memoria degli italiani, è il 1943. Il Paese spaccato. La guerra e le macerie. Ma anche il punto di partenza per un’Italia nuova e diversa.
Cosa ci attende nel 2043?
Cent’anni dopo, vivremo un’altra catastrofe? O saremo già sulla strada di un cambiamento senza traumi?
Questo è il setting del romanzo di fantapolitica (che alcuni definirebbero un grimdark) di Corrado Besozzi, che immagina l’Italia nel 2034, reduce da una nuova Tangentopoli che ha sovvertito il quadro politico al punto da aprire le porte a formazioni musulmane, attentamente presidiate da una Chiesa cattolica che rinnova con forza la propria missione.
Con Renzi Presidente della Repubblica, la maggioranza degli ebrei emigrata in Israele e una premier che si accinge al giuramento con il velo sul capo, il racconto alterna, con tratto leggero, le vicende della premier e dei suoi più stretti collaboratori, in uno scenario nel quale la presenza musulmana è ormai impossibile da ignorare e la politica è chiamata a trovare nuovi e difficili equilibri.
Corrado Besozzi è stato l’ultimo segretario nazionale della Gioventù Liberale Italiana. Dopo una serie di incarichi istituzionali, al fianco di Andrea Marcucci, presidente del Partito Liberaldemocratico, e di altri esponenti politici di livello nazionale, oggi è dirigente d’azienda e scrittore.
Chi, prima di ordinare sulla fiducia il libro dall’editore o dall’odiato Jeff Bezos, volesse sentirne parlare, ha un’occasione imperdibile.
Mercoledì 2 settembre sarà infatti protagonista del “Mercoledì dei Riformisti”, appuntamento online nel quale risponderà alle domande degli organizzatori e del pubblico.
L’appuntamento è quindi per il 2 settembre alle 18.30 su Teams: https://bit.ly/municipio1mercoledi
post scriptum
Il grimdark è un genere della narrativa speculativa caratterizzato da ambientazioni cupe e distopiche, violenza estrema e personaggi moralmente grigi o amorali.
Il termine deriva dal celebre slogan del gioco di miniature Warhammer 40,000: “Nel cupo futuro (grim darkness) della fine del millennio, c’è solo guerra.”, le storie mancano dei tradizionali eroi altruisti; i protagonisti sono spesso mercenari, reietti o antieroi che cercano solo di sopravvivere in un universo indifferente o ostile, le società sono profondamente corrotte, le istituzioni falliscono nel proteggere gli innocenti e la speranza è una risorsa scarsa o del tutto assente, il confine tra bene e male è sfumato, con fazioni ed eroi che mostrano comportamenti egoistici o crudeli, gli eventi sono descritti in modo crudo e spietato, enfatizzando le dure conseguenze delle guerre e delle lotte di potere e, infine, per aggiungere ottimismo, e vittorie sono raramente nette e di solito servono solo a rimandare un inevitabile declino o degrado 😀


